domenica 11 marzo 2018

Versailles, parte 2: i due Trianon e il villaggio di Maria Antonietta




Oggi è domenica, tempo di svago, dunque svaghiamoci viaggiando.
Proseguiamo con la nostra visita di Versailles e in particolare qui vorrei parlare non più della celebrerrima reggia, ma delle “dependance” nei giardini, sebbene sia riduttivo chiamarle così visto che si tratta di vere e proprie residenze a parte.

Parlo dei due Trianon e del villaggio di Maria Antonietta.
Per visitare bene questi spazi immensi occorre almeno una giornata.

Ciò che viene definito parco, è il grande terreno circostante il Grand Canal, e l’accesso è gratuito.
Se volete visitare i Trianon e il villaggio di Maria Antonietta avete 2 possibilità: il biglietto Passeport o quello “Chateaux de Trianon et Domaine de Marie Antoinette”. Dunque se avete poco tempo e volete vedere bene solo questa parte, vi consiglio di acquistare solo quest’ultimo, on-line o direttamente agli ingressi, che come potete vedere, sono ben lontani dall’ingresso principale della reggia.


Noi cominciamo il nostro tour dal Petit Trianon, il più vicino anche venendo dalla reggia (a piedi quaranta minuti, in trenino una ventina di minuti). Davanti al cancello vi è una piazza, l’ingresso è a sinistra del palazzo, e si passa per un cortile molto semplice: attenzione a non perdervi la cappella, nascosta proprio lì in mezzo, sulla sinistra. Un gioiello neoclassico di bianca purezza ed eleganza.

Cappella, foto personale

Ecco poi che entrerete finalmente nel Petit Trianon, il luogo più privato di Maria Antonietta, dove erano ammessi solo i suoi amici più intimi. Semplice e armonico negli esterni quanto negli interni per ciò che riguarda l’architettura, è arredato comunque nello sfarzoso rococò dei tempi. È stato abitato da altre donne celebri, come ad esempio Paolina Bonaparte, ma quella che vediamo attualmente è la sistemazione risalente ai tempi di Maria Antonietta.
Lasciato il Petit Trianon si arriva così nei giardini privati della regina, costellati di padiglioni recentemente restaurati. Ad esempio il Pavillion frainçais, costruito sotto Luigi XV per Madame de Pompadour e poi passato a Maria Antonietta come luogo di svago. Fu qui ad esempio che la regina ricevette suo fratello Giuseppe II, l’imperatore d’Austria. Saccheggiato durante la rivoluzione, trasformato in café, hotel, circo, e poi tornato a risplendere sotto Maria Luisa, moglie di Napoleone.
Esterni del Pavillion français, foto personale

Pavillion français, interni. Foto personale

C’è anche il pavillion frais, “padiglione fresco”, dove si assaggiavano i prodotti dell’orto. Lasciato cadere in rovina alla rivoluzione, raso al suolo da Napoleone, è stato ricostruito solo nel 2010.

Pavillion frais, esterno. Foto personale

Pavillion français, interno. Foto personale
Troverete poi una casetta qualunque che stona un po’ con il resto: in realtà è il delizioso teatro privato di Maria Antonietta, usato per mettere in scena le opere che più le piacevano. Con un normale biglietto è possibile solo affacciarsi: ma la magia è assicurata.
Théatre de la reine, foto personale

Théatre de la reine, interno. Foto personale
Lasciati i simmetrici giardini alla francese entrerete nel giardino inglese: alcuni albero preannunciano una salita montuosa: vi siete mai chiesti com’è questo romantico padiglione in cima a una cascata con grotta? Eccolo: lo vedrete sbirciando dalle finestre dopo aver attraversato la cascata. 

Le Rocher, foto personale, come tutte le successive.

Di fronte, a circa 200 metri, c’è il Tempio dell’amore. Nel giardino all’inglese non mancano bonsai e piante da tutto il mondo e qua e là qualche panchina per godersi la quiete del luogo. 



È stupefacente infatti come, lasciato il caos della reggia di Versailles, si arrivi in questa zona dove i passi dei pochi turisti sono accompagnati solo dal cinguettio degli uccelli. Finché non arriverete al villaggio, L’Hameau de la Reine: qui sentirete anche le pecore, le capre, gli asini e i maiali. Ma attenzione: non tutte queste deliziose case dal tetto di paglia in perfetto stile normanno sono fattorie: il budoir ad esempio, era così chiamato perché era appunto un salottino. Erano 12 le casette costruite, oggi ne rimangono 10. L’edificio più grande, la Maison de la Reine, era quello dove c’era una grande sala da pranzo e diverse sale da giochi. Purtroppo dentro non è ancora visitabile, ma quest’anno dovrebbe essere aperta al pubblico con un arredamento che rievoca quello dei tempi dell’ultima regina. Ne riparleremo!







E ancora c’è la torre della pescheria, ai cui piedi partivano le barche dei pescherecci o dei visitatori che percorrevano il grande lago oggi popolato da carpe e anatre. 

Questo edificio e tutti gli altri (la colombaia, la latteria, ecc) sono datati 1783: dunque Maria Antonietta ebbe nemmeno sei anni per goderseli prima di essere travolta dalla furia rivoluzionaria. E non dimentichiamo che pure Richard Mique, l’abile architetto che trasformò in realtà i sogni edilizi della regina, fu decapitato con il figlio dai rivoluzionari.
Eppure passeggiando in questi luoghi i sentimenti che si provano sono pace e armonia. Quella pace e quell’armonia che l’ultima regina di Francia cercava così disperatamente fin da ragazzina e che non trovò mai.
Se ancora tutto questo non vi basta, c’è da visitare, incluso nel prezzo, il meraviglioso Grand Trianon, con il suo porticato di marmo e la sua infilata di stanze. Ma quell’edificio evoca altri nomi e altre storie, perciò è giusto parlarne in un altro articolo.

Avvertenze: chiuso il lunedì
Tempi consigliati: almeno mezza giornata per i Trianon e i giardini
Prezzi:
25 € Biglietto per due giorni con accesso a Palazzo, Trianon e villaggio di Maria Antonietta
20 € : Biglietto per un giorno con accesso a Palazzo, Trianon e villaggio di Maria Antonietta
12€: Accesso giornaliero ai Trianon e villaggio di Maria Antonietta
Periodo: da aprile a settembre
Dove acquistare: in biglietteria e qui.

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